{"id":3641,"date":"2020-04-13T12:33:34","date_gmt":"2020-04-13T10:33:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.assoapri.it\/it\/?p=3641"},"modified":"2020-04-13T12:34:34","modified_gmt":"2020-04-13T10:34:34","slug":"come-evitare-il-contagio-finanziario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.assoapri.it\/it\/come-evitare-il-contagio-finanziario\/","title":{"rendered":"Come evitare il contagio finanziario"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][tm_heading tag=&#8221;div&#8221; custom_google_font=&#8221;&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Poppins%3A300%2Cregular%2C500%2C600%2C700|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221; font_weight=&#8221;700&#8243; text_color=&#8221;primary&#8221; animation=&#8221;none&#8221; text=&#8221;Articolo di Fabiano Schivardi (Luiss e EIEF)<br \/>\nrealizzato in collaborazione con l\u2019Ufficio Studi di Cerved&#8221; font_size=&#8221;lg:20&#8243;][tm_spacer size=&#8221;lg:24&#8243;][vc_column_text]Una questione fondamentale per prevedere gli effetti economici del corona virus \u00e8 capire se lo shock sar\u00e0 temporaneo, cio\u00e8 se dopo il lockdown l\u2019economia torner\u00e0 al livello precedente, o se la caduta nel reddito non verr\u00e0 riassorbita in tempi brevi. Ci\u00f2 dipende da quante imprese italiane falliranno per crisi di liquidit\u00e0 dovuta al calo delle vendite. I fallimenti richiedono molto tempo per essere riassorbiti, prolungando gli effetti dello shock; i mancati pagamenti potrebbero amplificare il contagio finanziario ad altre imprese, con un effetto a catena sull\u2019intera economia, coinvolgendo anche i pochi settori non colpiti da questa crisi. In poco tempo riprenderebbero a crescere gli NPL e il contagio si estenderebbe anche al settore finanziario.<br \/>\nIn questa fase, obiettivo fondamentale della politica economica \u00e8 quindi quello di evitare i fallimenti. \u00c8 un obiettivo condiviso e la risposta data dalle istituzioni \u00e8 quella giusta: whatever it takes. Ma per funzionare ha bisogno di essere credibile, e quindi sarebbe utile avere un\u2019idea di how much it takes. Una promessa di garantire qualunque cosa, dato anche il debito pubblico italiano, potrebbe risultare non credibile e quindi non essere efficace.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo dei big data e dei bilanci delle imprese pu\u00f2 aiutare a canalizzare le risorse in modo chirurgico verso le societ\u00e0 che ne hanno bisogno, massimizzando i benefici per il sistema produttivo e minimizzando gli effetti sulla finanza pubblica. Cos\u00ec come le persone sono colpite dal virus con diversa intensit\u00e0 e hanno capacit\u00e0 diverse di reagire, anche le imprese hanno diversi gradi di esposizione (calo delle vendite della produzione) e di difese immunitarie (riserve finanziarie): non tutte hanno bisogno della terapia intensiva.<br \/>\nAbbiamo analizzato i bilanci di 720 mila le societ\u00e0 di capitali italiane, che coprono circa il 55% degli occupati dipendenti e che generano un valore aggiunto pari a un terzo del Pil italiano. Sono disponibili i bilanci del 2018, l\u2019analisi quindi implicitamente assume che le imprese abbiano bilanci simili nel 2019. A questa base si applicano le previsioni di variazione dei ricavi che <a href=\"https:\/\/know.cerved.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cerved-Industry-Forecast_COVID19-.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cerved ha elaborato per oltre 200 settori economici<\/a> sulla base di due scenari:<\/p>\n<ul>\n<li>uno scenario cauto, secondo il quale l\u2019emergenza sanitaria durerebbe fino a giugno, sarebbero necessari due mesi per tornare a una situazione di normalit\u00e0 e da settembre si tornerebbe ai livelli pre-COVID19;<\/li>\n<li>uno scenario pessimistico, secondo il quale l\u2019emergenza durerebbe fino alla fine dell\u2019anno, con un sostanziale isolamento delle economie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per determinare quali imprese vanno in crisi, allo stock di liquidit\u00e0 dichiarata nel bilancio si somma mese per mese il cash flow, definito come le vendite meno costi. L\u2019andamento delle vendite mese per mese \u00e8 stimato per 200 settori dal modello previsionale Cerved. Si assume che la spesa per intermedi vari del 50% rispetto a quella delle vendite (cio\u00e8 se le vendite calano del 20% la spesa per intermedi cala del 10%), e quella per i salari del 15%. Questo riduce l\u2019impatto di un calo delle vendite sul cash flow, e quindi le esigenze di liquidit\u00e0. Un esempio pu\u00f2 chiarire il meccanismo. Si consideri Hotel che deve chiudere, riducendo i ricavi per100 euro. Allo stesso tempo, l\u2019hotel ridurr\u00e0 le spese per servizi di pulizia per 50 euro. La caduta del cash flow per l\u2019hotel \u00e8 di 50 euro, mentre il resto si scarica sulla caduta di ricavi delle imprese di pulizia. Ma dato che le previsioni di crescita settoriale gi\u00e0 tiene conto di questo calo per i settori fornitori, la somma della caduta complessiva delle vendite (100 euro per l\u2019hotel e 50 per le imprese di pulizia) sovrastima il calo di risorse effettivo per le imprese. Per quel che riguarda il costo del lavoro, l\u2019impresa pu\u00f2 ridurre l\u2019orario, utilizzare la cassa integrazione eccetera. La scelta di 50% e 15% viene motivata nella sezione finale dell\u2019articolo sulla base di un modello di regressione. Alla fine di questa sezione riporto anche i conti per una parametrizzazione diversa, per dare un\u2019idea di come i risultati dipendano da queste scelte.<\/p>\n<p>Per gli oneri finanziari consideriamo due scenari: uno in cui le imprese continuano a pagare gli interessi sui debiti e le rate dei mutui e uno in cui questi pagamenti vengono sospesi per una moratoria (come fatto dal decreto per le piccole imprese). Date queste ipotesi \u00e8 possibile:<\/p>\n<ul>\n<li>individuare puntualmente le imprese che entrano in crisi di liquidit\u00e0, cio\u00e8 che esauriscono la liquidit\u00e0 iniziale a causa di cash flow negativo<\/li>\n<li>conteggiarle<\/li>\n<li>conoscere il mese in cui si osserverebbero queste crisi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell\u2019esercizio di base escludiamo quelle che avrebbero fatto registrare cash flow negativi anche senza l\u2019emergenza sanitaria (186 mila societ\u00e0, pari al 20% del campione, con circa due milioni di dipendenti). Alla fine della nota riportiamo i numeri nel caso si voglia includere anche queste imprese.[\/vc_column_text][tm_spacer size=&#8221;lg:55&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][tm_heading tag=&#8221;h2&#8243; custom_google_font=&#8221;&#8221; animation=&#8221;none&#8221; text=&#8221;Numero imprese in potenziale crisi di liquidit\u00e0 per effetto del COVID-19 (migliaia di societ\u00e0 di capitali)&#8221;][tm_spacer size=&#8221;lg:24&#8243;][tm_image image=&#8221;3648&#8243;][tm_spacer size=&#8221;lg:10&#8243;][vc_column_text]Secondo lo scenario cauto, potrebbero entrare in crisi di liquidit\u00e0 124 mila imprese (il 17,2% del campione), raggiungendo un picco a luglio. Successivamente, i casi di crisi causa COVID-19 si ridurrebbero velocemente. Secondo lo scenario estremo, il numero di imprese salirebbe a 176 mila (il 33%) a fine anno. In entrambi i casi, il costo sociale di questi fallimenti sarebbe importante: i lavoratori a rischio sarebbero 2,8 milioni nello scenario cauto e 3,8 milioni in quello estremo.<\/p>\n<p>Questi numeri si basano sull\u2019ipotesi che le imprese continuino a pagare interessi e rate di mutuo. Un pieno utilizzo della moratoria sui debiti consentirebbe di \u201csalvare\u201d circa 26 mila societ\u00e0 nello scenario base (400 mila lavoratori) e circa 30 mila nello scenario pessimistico (600 mila lavoratori). \u00c8 chiaro che \u00e8 necessario intervenire con urgenza, perch\u00e9 un numero consistente di imprese uscirebbe dal mercato gi\u00e0 dai primi mesi della crisi.<\/p>\n<p>Grazie ai bilanci \u00e8 anche possibile calcolare le iniezioni di liquidit\u00e0 minime necessarie per evitare le crisi, cio\u00e8 la quantit\u00e0 di risorse necessarie a coprire l\u2019accumulo di perdite una volta che l\u2019impresa ha \u201cbruciato\u201d tutta la sua liquidit\u00e0. Sotto l\u2019ipotesi di moratoria sui debiti, nello scenario base sarebbero necessari circa 30 miliardi di euro tra marzo e agosto, con un supporto che toccherebbe un massimo di 8 miliardi in giugno. Nello scenario pessimistico le iniezioni per \u201csalvare\u201d tutte le imprese ammonterebbero a 80 miliardi: ai 30 spesi tra marzo e agosto secondo lo scenario base, se ne dovrebbero aggiungere altri 50 per far fronte al perdurare dell\u2019emergenza. Le iniezioni necessarie salirebbero rispettivamente a 42 e 107 miliardi senza moratoria sui debiti[\/vc_column_text][tm_spacer size=&#8221;lg:34&#8243;][tm_heading custom_google_font=&#8221;&#8221; animation=&#8221;none&#8221; text=&#8221;Iniezioni di liquidit\u00e0 necessarie per evitare le crisi&#8221;][tm_heading tag=&#8221;p&#8221; custom_google_font=&#8221;&#8221; text_color=&#8221;primary&#8221; animation=&#8221;none&#8221; text=&#8221;miliardi di euro, in caso di moratoria sui debiti&#8221;][tm_image image=&#8221;3648&#8243;][tm_spacer size=&#8221;lg:10&#8243;][vc_column_text]Nello scenario pessimistico, le imprese \u201csalvate\u201d brucerebbero 21 miliardi di liquidit\u00e0, che potrebbe essere necessario ricostituire almeno in parte per permetterne l\u2019operativit\u00e0. L\u2019ammontare complessivo dei debiti finanziari di queste imprese \u00e8 di 136 miliardi, una cifra che, se lasciate fallire, andrebbe a pesare sui bilanci delle banche. A questa cifra si sommano 161 miliardi di debiti commerciali che, se non pagati, diffonderebbero la crisi anche alle imprese meno colpite direttamente.<\/p>\n<p>Terminata la crisi, queste imprese avrebbero una struttura sostenibile o sarebbero schiacciate dall\u2019indebitamento? Il leverage (rapporto fra debiti finanziari e mezzi propri) delle societ\u00e0 \u201csalvate\u201d aumenterebbe dal 73% al 117%. Anche se l\u2019aumento \u00e8 consistente, il forte processo di deleveraging delle imprese italiane dall\u2019inizio della crisi finanziaria fa s\u00ec che il valore rimarrebbe comunque ampiamente sostenibile, tenendo anche conto dei bassi tassi di interesse sul debito. Inoltre, queste imprese hanno a bilancio ben 174 miliardi di crediti commerciali. Sarebbe sufficiente che il sistema finanziario ne scontasse poco pi\u00f9 della met\u00e0 per coprire i bisogni di liquidit\u00e0 delle imprese.<\/p>\n<p>Le stime prodotte in questa nota dipendono da una serie di assunzioni, descritte in dettaglio nella sezione finale, e vanno quindi prese cum grano salis. Forniamo due esempi per dare un\u2019idea di come cambiano i numeri a seconda delle assunzioni:<\/p>\n<ol>\n<li>Se assumiamo che l\u2019elasticit\u00e0 della spesa per intermedi sia 0.7 invece che 0.5 e che quella per salari sia 0.3 invece che 0.15 (ad esempio per il ricorso a cassa integrazione), le necessit\u00e0 finanziarie si dimezzerebbero: servirebbero 15 miliardi nello scenario base e 40 in quello pessimistico<\/li>\n<li>Se si finanziano anche le imprese con un cash flow negativo gi\u00e0 nei bilanci 2018 (escluse nei calcoli illustrati sopra), servirebbero 57 miliardi nello scenario base e 138 in quello pessimistico.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questi esempi chiariscono le che i numeri che si ottengono dipendono curialmente dalle assunzioni. Ci sono per\u00f2 una serie di lezioni che valgono in generale. La prima \u00e8 che \u00e8 fondamentale intervenire subito perch\u00e9 le imprese a rischio sono tante. La seconda \u00e8 che le iniezioni di liquidit\u00e0 sono notevoli, ma non rendono insostenibile la struttura finanziaria delle imprese. La terza \u00e8 che vale la pena investire risorse pubbliche per salvare le imprese. Si stima che le garanzie pubbliche abbiano una leva di 1 a 14, cio\u00e8 ogni euro di soldi pubblici pu\u00f2 garantire 14 euro di prestiti alle imprese. Per coprire gli 80 miliardi dello scenario pessimistico, quindi, servirebbero meno di 6 miliardi di euro. L\u2019ultima \u00e8 che l\u2019utilizzo di strumenti analitici permette di canalizzare le risorse in modo chirurgico verso le imprese che pi\u00f9 ne hanno bisogno.[\/vc_column_text][tm_spacer size=&#8221;lg:55&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][tm_heading tag=&#8221;h2&#8243; custom_google_font=&#8221;&#8221; animation=&#8221;none&#8221; text=&#8221;La procedura per calcolare il bisogno di liquidit\u00e0 delle imprese&#8221;][tm_spacer size=&#8221;lg:24&#8243;][vc_column_text]La logica generale \u00e8 la seguente: dato lo stock iniziale di liquidit\u00e0, si fanno delle assunzioni sull\u2019andamento delle vendite e dei costi. Ci\u00f2 permette di calcolare il cash flow e quindi l\u2019evoluzione della liquidit\u00e0. Una impresa viene definita illiquida quando la liquidit\u00e0 diventa negativa.<\/p>\n<p>L\u2019equazione di base \u00e8 la seguente:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #05477e;\"><strong><em>cash flow<\/em><sub>it<\/sub><em>=<\/em>vendite<sub>it<\/sub>-costi<sub>it<\/sub>\u00a0=Delta liquidit\u00e0<sub>it<\/sub>-Delta Debito<sub>it<\/sub>\u00a0-Interessi<sub>it<\/sub><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Questa equazione permette di calcolare quando la liquidit\u00e0 diventa negativa, e per che ammontare. Sommando tutte le liquidit\u00e0 negative si ottiene il bisogno di liquidit\u00e0 aggregato.<\/p>\n<p>Al momento sono disponibili i bilanci del 2018. Assumiamo quindi che, quel bilancio, approssimi i valori di stock e flusso che si sarebbero verificati in assenza della crisi Corona virus. Assumiamo che la liquidita a fine febbraio \u00e8 quella che l\u2019impresa aveva al 31.12.2018. Per ogni mese a partire da marzo, il tasso di crescita delle vendite \u00e8 calcolato da Cerved sulla base di un modello settoriale, sotto due ipotesi: a) che lo shutdown duri 3 mesi e poi si torni gradualmente alle vendite di trend; b) che la caduta di marzo (che \u00e8 il valore massimo) permanga per tutto il 2020. Definite dit la caduta percentuale di vendite, e Si le vendite nel 2018, le vendite mensili sono Sit=(1-dit)*S\/12.<\/p>\n<p>Assumiamo che le imprese abbiano esborsi solo per beni intermedi e salari. I due parametri necessari per calcolare l\u2019evoluzione degli esborsi sono l\u2019elasticit\u00e0 degli intermedi e del costo del lavoro alle vendite, cio\u00e8 la variazione percentuale di ciascuno per data variazione percentuale delle vendite. Chiamate eM la prima elasticit\u00e0 e eW la seconda, dove M \u00e8 spesa per intermedi e W il monte salari, l\u2019equazione diventa:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #05477e;\"><strong>liquidit\u00e0it= liquidit\u00e0it-1+(1-dit)*S\/12-(1- eM*dit)*M\/12-(1- eW*dit)*W\/12<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Una regressione della variazione percentuale della spesa per intermedi e delle ore lavorate sulla variazione percentuale del fatturato fornisce eM=0.9 e eW=0.27 rispettivamente. La regressione utilizza dati annuali e in periodi \u201cnormali\u201d. Per tener conto della minor capacit\u00e0 di aggiustamento nel breve periodo e dell\u2019eccezionalit\u00e0 della crisi, assumiamo valori pi\u00f9 conservativi, cio\u00e8 0.5 per la spesa per intermedi e 0.15 per il costo del lavoro.<\/p>\n<p>Con questa struttura si calcola l\u2019evoluzione mensile della liquidit\u00e0 impresa per impresa. Quelle con liquidit\u00e0 negativa richiedono un\u2019iniezione di fondi, pari a di quanto la liquidit\u00e0 diventa negativa. Il valore complessivo dei fondi necessarie \u00e8 la somma dei fondi individuali.[\/vc_column_text][tm_spacer size=&#8221;lg:55&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][tm_heading tag=&#8221;h2&#8243; custom_google_font=&#8221;&#8221; animation=&#8221;none&#8221; text=&#8221;La logica dell\u2019approccio&#8221;][tm_spacer size=&#8221;lg:24&#8243;][vc_column_text]\u00c8 utile spiegare la logica sottostante l\u2019esercizio.<br \/>\nLa caduta totale delle vendite non \u00e8 un indicatore corretto della necessit\u00e0 di liquidit\u00e0 del sistema. Un calo di vendite di un\u2018impresa viene in parte \u201cscaricata\u201d sui fornitori, riducendo l\u2019impatto in termini di liquidit\u00e0 per l\u2019impresa a valle.<br \/>\nUn esempio pu\u00f2 chiarire questo punto.<br \/>\nSupponiamo che l\u2019impresa 1 registri una caduta di vendite di 100 euro, a cui fa corrispondere una riduzione della domanda per intermedi all\u2019impresa 2 di 50 euro. Nel complesso, il sistema registra una caduta compressiva delle vendite di 150 euro, ma l\u2019effettiva riduzione \u00e8 100 euro, divisa fra le due imprese. Sommare quindi tutte le riduzioni di vendite sovrastima la caduta di fondi per il sistema nel suo complesso. Questo meccanismo \u00e8 catturato nell\u2019esercizio dal fatto che si assume un\u2019elasticit\u00e0 dei beni intermedi alle vendite del 50% e dal fatto che le stime settoriali sulla riduzione delle vendite utilizzate sono quelle complessive (cio\u00e8 150 nell\u2019esempio sopra). Un\u2019analisi pi\u00f9 rigorosa richiede di mettere in relazione i cali settoriali con l\u2019elasticit\u00e0 degli intermedi alle vendite attraverso la matrice input-output. <strong>Questo approccio richiede un supplemento di analisi pi\u00f9 complesso<\/strong>. La metodologia utilizzata rappresenta una prima stima che non impone questa consistenza interna.<strong> I numeri vanno quindi presi con cautela.<\/strong> La metodologia illustra comunque l\u2019utilit\u00e0 di utilizzare i dati per formulare gli interventi a sostegno delle imprese.[\/vc_column_text][tm_spacer size=&#8221;lg:55&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Fabiano Schivardi (Luiss e EIEF) realizzato in collaborazione con l\u2019Ufficio Studi di Cerved<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3655,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3641","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Come evitare il contagio finanziario di F. 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